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La scuola ai tempi del Covid-19: mani tese per accorciare la distanza

Un computer portatile sulla cattedra. Oltre, i banchi vuoti di una classe secondaria di secondo grado di una qualunque città italiana. I volti reali di quella scolaresca sono al di là dello schermo, ognuno dentro le proprie case. Ognuno connesso nel tempo del collegamento, ma disconnesso da una qualsiasi forma di relazione interpersonale "in carne ed ossa" con i compagni e professori.

Questo è ciò che si sta nuovamente insinuando nella vita scolare di molti ragazzi, che da qualche giorno hanno dovuto riprendere la DAD - Didattica a Distanza. E per molti di loro, adesso, questo secondo allontanamento viene vissuto con demotivazione. Non perchè non siano virtuosi e volenterosi ad apprendere, al contrario. Questa seconda interruzione della scuola in presenza sta privando - ed ora ne sono ancor più consapevoli - gli studenti dell'aspetto più importante che la scuola possa veicolare: la RELAZIONE. E' sulla relazione, infatti, che si fondano l'autostima, il senso di efficacia autopercepita, la consapevolezza di sè e degli altri...aspetti primari ed imprescindibili per ottenere una qualsiasi forma di apprendimento. L'adolescente, inoltre, nella relazione stessa si costruisce, costruisce il proprio senso di identità, dà forma al suo pensiero nell'incontro con l'altro.


Galimberti maestralmente ci insegna che l'atto educativo nei confronti di un adolescente non può partire dal livello intellettuale, ma deve necessariamente prima trovare breccia in quello emotivo, poichè ciò che anima l'adolescente nel suo periodo evolutivo di crescita è l'amore. E l'amore - che sia esso erotico o per il sapere - non può prescindere dalla relazione, ma solo attraverso di essa si può declinare in ogni sua forma.


Il grosso problema della didattica a distanza - ma ad onor del vero si potrebbe dire della scuola in generale - si può cogliere senz'altro nel momento in cui la valutazione viene anteposta alla didattica e, ancor più, alla relazione. Mai come in questo periodo storico-culturale è importante, per il benessere emotivo degli alunni, far sentire loro che al di là del voto, e ancor prima di esso, ci sono mani tese, braccia che accolgono ed espressioni che riscaldano gli animi, nonostante la freddezza e la staticità di uno schermo.

I bambini e i ragazzi hanno bisogno di una buona relazione educativa, su cui fondare una buona didattica, un buon apprendimento ed una buona motivazione al rendimento. Se si fidano della relazione educativa, hanno già iniziato buona parte del percorso.

Quando tutto questo c'è, allora anche la didattica a distanza può funzionare; se tutto questo manca, invece, anche in presenza si perde un tassello fondamentale. Anzi, probabilmente proprio IL tassello fondamentale.




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