L'amore è eterno, finchè dura!?
- gildasagretti
- 29 nov 2020
- Tempo di lettura: 3 min

L'amore è un atto potente, che pone l'essere umano nella condizione di muoversi verso l'altro, di unirsi ad esso, di svincolarsi dal proprio egocentrismo per generare una nuova dimensione piena dell'essenza dell'altro. Ma spesso l'amore è anche causa di crisi personale, di dolore e struggimento, soprattutto nella società contemporanea, in cui spesso ci si domanda il perchè le relazioni d'amore siano sempre più frequentemente destinate alla distruzione.
Per rispondere a questo interrogativo è necessario forse riflettere su alcune affermazioni - distorte - che potremmo ritrovare contenute nell'accezione più strumentalista dell'amore.
1. AMORE = FORTE SENTIMENTO
Spesso pensiamo - erroneamente - che la prima prova a sostegno del fatto che si sia innamorati dell'altra persona sia l'intensità del sentimento provato verso di essa. Ciò significa che, nel pensiero comune, l'amore è prima di tutto un forte sentimento. Ma soffermandosi su questa considerazione, vengono immediatamente meno i presupposti per un amore duraturo, che non svanisca nel momento in cui l'iniziale sensazione perde - naturalmente - la propria forza e la propria intensità. Piuttosto che pensare l'amore come una sensazione, dunque, l'uomo dovrebbe intenderlo come un atto di volontà, un impegno, una scelta cosciente, di cui egli stesso si fa responsabile. Il senso di responsabilità verso ciò che abbiamo scelto con consapevolezza e abbiamo voluto con impegno ci motiva nel percorso che stiamo intraprendendo, anche in quei momenti in cui le sensazioni sono messe a dura prova dagli ostacoli che la vita - e la relazione d'amore - ci porta a dover affrontare.
2. AMORE = SODDISFAZIONE RECIPROCA
Quanti pensano che per far funzionare al meglio una relazione sia importante soddisfarsi reciprocamente? Quanti intravedono nel "capirsi" a vicenda una prova dell'amore?
La soddisfazione reciproca non sempre è sinonimo di un'autentica relazione d'amore, ovvero una relazione in cui l'uno viene accettato dall'altro nell'essenza del suo essere. Al contrario, dietro a questa reciproca soddisfazione talvolta si cela una dimensione di estraneità ed un senso di solitudine, per il quale il rapporto di coppia diventa una mera risoluzione egoistica.
3. AMORE = SODDISFAZIONE SESSUALE
Questo tipo di soddisfazione è una diretta declinazione di quella precedente. Molti pensano che una buona intesa sessuale rafforzi l'intesa di coppia, come se in questo senso l'amore fosse la diretta conseguenza di un'adeguata soddisfazione sessuale. In realtà, non sempre l'erotismo trasportato dall'attrazione individuale si traduce poi in atto di amare. Mentre in presenza dell'amore autentico, razionale - nel senso di consapevole - e maturo si giunge sempre ad una felicità sessuale. La stessa inibizione sessuale, infatti, può essere letta in chiave analitica come una difficoltà ad aprirsi liberamente all'amore, ovvero alla capacità di amare l'altro - e se stessi - nell'essenza stessa del proprio essere.
4. AMORE = AMORE IDEALE
La persona amata - o potenzialmente amabile - quali caratteristiche dovrebbe avere? Per molti la risposta potrebbe essere sicuramente il saper dare amore, felicità, sicurezza, stabilità, il saper essere comprensiva e competitiva alla stesso tempo, per non rischiare di far cadere il sentimento nel baratro della noia. Ma siamo sicuri - ovvero quanto è potenzialmente logico, flessibile e razionale - che queste caratteristiche si riferiscano alla reale presa di coscienza dell'essenza di un altro essere e non ad una sua idealizzazione?
L'amore idealizzato è in parte la conseguenza della contemporanea società consumistica e produttiva, la quale ci spinge sempre oltre il momento presente, sempre proiettati verso il raggiungimento di un ideale futuro, che sia un bene materiale o sentimentale. Così non è raro trovare relazioni sentimentali in cui gli amanti sognano una felicità amorosa futura, ma nel momento presente in cui stanno vivendo iniziano già a stancarsi l'uno dell'altro. Si, perchè credere di trovare l'amore mirando ad un suo ideale significa distogliere l'attenzione dal proprio sè, nel qui ed ora, per proiettarlo sulla persona amata, o potenzialmente amabile; significa dunque perdersi nella persona amata, o da cui ricercare amore, quando però l'obiettivo principale dell'amore non è quello di perdersi nell'altro, piuttosto quello di ritrovare se stessi anche in lui. L'amore che fa perno sull'adorazione dell'altro non è destinato ad essere duraturo dal momento che, per rimediare alle delusioni successive alla subitaneità dell'iniziale innamoramento, tenderà a cercare un nuovo oggetto d'amore che possa - illusoriamente - incarnarne l'idolo.
L'amore è eterno finchè dura? Sicuramente non è eterno nella transitorietà del sentimento. Ma può essere duraturo nell'impegno e nella responsabilità dell'atto di amare, che devono necessariamente partire da una realistica presa di coscienza di sè.

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